LA TUA PRESENZA E' COME UNA CITTA'

Ruska Jorjoliani
Collana:
SEDICIGIUGNO
Pagine:
176
Prezzo:
14,00 €
ISBN:
9788899006068
Formato:
14X21 cm
Data pubblicazione:
15/12/2015

Viktor e Dimitri si conoscono a Miroslav da bambini, crescono insieme, poi frequentano l’università a Mosca. Dimitri diventa professore di letteratura, Viktor ingegnere. Dimitri non crede nella causa sovietica. Un giorno hanno una discussione e le loro divergenze di pensiero si manifestano aspramente. Dimitri, amareggiato, entra nella sua classe e davanti agli alunni fa volare dalla finestra il ritratto di Lenin. Viene arrestato. Viktor, interrogato, ammette che Dimitri non ha mai creduto nella rivoluzione; Dimitri è quindi spedito in Siberia ai lavori forzati. In seguito, Viktor, sposato e con un figlio, Saša, prende in casa Šošanna e Kirill, la moglie e il figlio dell’amico. I due bambini vivranno nella stessa casa, cresceranno come fratelli. Saša diventerà bibliotecario e scriverà lettere a Kirill, anche lui come il padre mandato al confino in Siberia.

Saša è la voce narrante del libro. La voce di un bibliotecario riecheggia delle mille voci custodite tra le pareti di libri, geni nelle lampade. La voce di Saša comporrà puzzle. Sarà il filo d'oro che unisce i due corsi della narrazione, tre generazioni. E tante russie. Una mappa della Russia fatta di pezzi di numerose mappe della Russia, con le cuciture ben visibili; il nome della Russia che per non morire si diffrange nei nomi di poeti russi, di posti russi, di oggetti russi.

IL PIEDE DI FANCHETTE

Restif de la Bretonne
Collana:
BALTIMORA
Pagine:
240
Prezzo:
15,00 €
ISBN:
9788899006051
Formato:
14x21 cm
Data pubblicazione:
30/05/2015

Delizioso romanzo di Restif de La Bretonne, mai tradotto prima in Italia, che racconta del concretissimo piede femminile della giovane e candida Fanchette, che scatena un paradossale turbillon di appetiti e di estasi: il desiderio per il piede fa nascere negli uomini che lo vedono, la voglia di possedere la ragazza, e per riuscirci ideano diversi piani allo scopo di rapirla, con l’inganno o con la forza. Una narrazione a tratti fiabesca, perché questa storia è una fiaba antica mescolata a nevrosi moderne, in cui il paradosso diviene cosa salda. Restif de la Bretone, autore considerato  tra i migliore rappresentanti del secolo dell’Illuminismo, è stato molto apprezzato, tra gli altri, dal filosofo Friedrich Schiller e da Gesualdo Bufalino che lo definì “Inarrestabile autobiografo, capace di far diventare romanzo qualunque fatuo accidente (13.000 pagine); ossesso dal sesso (centinaia di donne); pedagogo utopista”. Feticista dei piedi femminili, ha trattato lo stesso tema anche in alcuni suo romanzi, al punto che dal suo nome deriva il termine “retifismo” che indica appunto il desiderio erotico verso piedi e scarpe femminili.

NULLA DA RIDIRE

Cubeddu Raimo Susani Tuena Cilento Ereddia
Collana:
SEDICIGIUGNO
Pagine:
144
Prezzo:
12,00 €
ISBN:
978-88-99006-04- 4
Formato:
14X21 cm
Data pubblicazione:
8 Maggio 2015

Sei stimati scrittori italiani di oggi - Marco Cubeddu, Christian Raimo, Carola Susani, Antonella Cileneto e la nuova voce Emiliano Ereddia, scrittore e sceneggiatore scoperto proprio da Corrimano - hanno accettato il nostro invito a intraprendere una riscrittura di sei pezzi della letteratura di scrittori di ieri. Realizzando un sestetto di veri e propri racconti frutto dell' incontro tra la sensibilità e le propensioni e le preferenze degli autori che riscrivono con la visione e lo stile e i temi degli autori riscritti. I nostri sei scrittori italiani diventano i riverberatori di quelle opere o parti di opere; la loro esperienza di quei testi, in forma di racconti brevi. Che vanno dal rimaneggiamento passo passo alla trasfigurazione spinta. Una sovrapposizione assolta con delicata individualità. Un crimine di lesa maestà perpetrato con grazia.

L'ordine di comparizione dei racconti nella raccolta risponde al metodo anzi all'idea di rimontare le correnti del tempo. Si inizia con il primo capitolo di un libro di  Zweig, appunto riformulato, e si conclude con un canto dell'Odissea di Omero, appunto riorchestrato. In mezzo, un celebre racconto di Melville, un racconto anch'esso celebre di Cechov, un canto dell'Onegin di Puskin e una novella del Decameron di Boccaccio, sono le piattaforme di lancio delle restanti riscritture. Un punto del passato letterario trivellato. Rampe di scale discese per riallestire care stanze.

Alla fine le sei opere di provenienza si percepiscono, come nei migliori piani sequenza cinematografici, come uno sfondo con il quale la figura in primo piano di questi racconti raccolti intrattiene intime semitrasparenti relazioni, visualizzate sinteticamente dalla materiale presenza delle pagine in lingua originale delle opere del passato. Che sono un fantascientifico moto da luogo e insieme moto per luogo. Mappe magiche in cui si annidano avventure fuorilegge. La destinazione finale è la pelle e il cuore di lettori in cerca di nuove narrazioni ma magari anche risuonanti di qualcos'altro, di qualcun altro.

LO SGUARDO SULLE COSE

Due racconti di V. M. Garšin e uno di A. P. Č echov
Collana:
BALTIMORA
Pagine:
104
Prezzo:
10,00 €
ISBN:
978-88-99-006-03-7
Formato:
14x21 cm
Data pubblicazione:
4 Giugno 2014

Il tè, oppure, ogni tanto, quando fa freddo e piove, un bicchierino di vodka e una presa di tabacco: eccolo il conforto del soldato, senza contare, naturalmente, il sonno, il rimedio a ogni male, quando ci si può dimenticare delle ferite del corpo e del pensiero di un futuro buio e orribile.

V. M. Garšin nasce nel 1855 in Ucraina. Cresce con il padre, un uomo mentalmente instabile. Nel 1863 la madre lo porta con sé a San Pietroburgo.
Nel 1877 si arruola nella guerra Russo-Turca, dove viene ferito. Durante la convalescenza, scrive il suo primo racconto, Quattro giorni, che lo rende immediatamente famoso. Nel 1880 un esaurimento nervoso lo tiene lontano dalla scrittura per due anni. Del 1882 è la sua opera più matura, Il fiore rosso. Nel 1883 si sposa e ottiene un impiego alle ferrovie dello stato, ma nel 1887 le crisi depressive si fanno molto acute. Si suicida nel marzo 1888.
Nella collana di letteratura straniera Baltimora lo scrittore russo Vsevolod Michajlovič Garšin, pochissimo noto qui in Italia, ma di grande fama in patria tanto che in una prima fase della sua carriera Čechov - oggi un parametro per il valore altrui - venne addirittura considerato un Garšin minore.
Garšin fu molto amato dai lettori e dai colleghi scrittori del suo tempo, tra cui L.Tolstoj, che apprezzò in particolare i suoi racconti di guerra, e I.Turgenev, che vide in Garšin il suo erede e si prodigò in suo favore prendendo a cuore anche la sua salute mentale e fisica, sempre sotto allarme.
Lo sguardo sulle cose mette insieme il genio di Garšin e quello di Čechov presentando due racconti del primo e uno del secondo. Un modo per staccare l’ombra che quest'ultimo proietta e portarla in un luogo piccolo ma accogliente, in cui possa trovarsi bene e come incarnarsi. Stare in buona compagnia.
Il primo racconto Dai ricordi del soldato Ivanov - un racconto autobiografico, che Čechov considerava il più maturo di Garšin, fu scritto mentre lo scrittore era ospite nella tenuta di Turgenev, a Spasskoe, mentre Il fiore rosso, il secondo racconto, è dedicato alla memoria dello stesso Turgenev. Il racconto di Čechov che chiude la triade, Una crisi nervosa, fu pubblicato per la prima volta nel 1889 in un volume in memoria di Garšin e il protagonista è modellato sulla sua personalità e visione del mondo. Questi racconti sono tre ricordi e tre precordi, tre fiori rossi, tre crisi nervose. Sono tre storie i cui destini sono determinati meno dagli eventi e dalle circostanze che dall’azzardo e dalla ripidezza, ogni volta, di un personalissimo, viscerale sguardo sulle cose.

CANTI DEL MID-AMERICA

Sherwood Anderson
Collana:
BALTIMORA
Pagine:
80
Prezzo:
10,00 €
ISBN:
978-88-99006-02-0
Formato:
14x21 cm
Data pubblicazione:
04 Giugno 2014

C’è un canto nella matita che è stretta tra mie dita scaltre. Fuori – fuori – fuori – care parole. Le parole mi hanno salvato. C’è ritmo nella matita. Canta e oscilla. Canta un grande canto. Canta il canto della mia vita. Sta portando vita in me, nel mio posto chiuso.

Sherwood Anderson nasce a Camden, Ohio, nel 1876. Nel 1916 pubblica il suo primo romanzo, Windy McPherson’s Son, a cui segue il romanzo Marching Men (1917) e la raccolta di poesie in prosa Mid-American Chants (1918), e l'anno dopo la raccolta di racconti Winesburg, Ohio (1919), la sua opera più celebre.
Muore di peritonite a Panama nel 1941 a 64 anni. Le sue lettere e memorie, pubblicate postume, avranno grande influenza su diversi autori, tra cui E. Hemingway, J. Steinbeck, F. S. Fitzgerald e J. D.Salinger.
A una raccomandazione di Anderson al proprio editore si deve la pubblicazione del primoromanzo di W. Faulkner, The Soldier’s Pay.
In uno dei suoi più bei racconti, S. Anderson scrive:
“Le mele sono state già raccolte dagli alberi. Sono state messe in barili e spedite in città, dove saranno mangiate in appartamenti pieni di libri, riviste, mobili e gente. Sugli alberi rimangono solo poche mele rugose, che i raccoglitori hanno trascurato. Somigliano alle nocche delle mani del dottor Reefy. Vi si affondano i denti e sono deliziose. In un piccolo spazio rotondo sul fianco della mela s’è concentrata tutta la sua dolcezza. Allora si corre da un albero all’altro, sulla terra gelata, a cogliere le mele vizze e rugose e a riempirsene le tasche. Soltanto pochi conoscono la dolcezza delle mele vizze".
I Canti del Mid-America è un’opera poetica con cui l’autore (nel nome di W. Whitman e di A. Lincoln e della loro eloquenza etica e fenomenica) setaccia il cuore dell’America per festeggiare (e per far cantare) lo spazio vissuto di esseri umani da rigenerare, insieme alle loro corde mistiche: andando in cerca di mele trascurate, per mondarle dal fumo nero delle fabbriche proliferanti nell’era dell’industrialismo, ed estrarne la dolcezza vincendo il gelo. La versificazione, con la sua sintassi sempre ricominciante, è la configurazione giusta per questa invocazione di una palingenesi dell’umano (non obliando il passato) che Anderson intraprende tra l’ardore e il bisbiglio, con parole vicine e una compagine visiva rugosa in cui affondare i denti. I Canti del Mid-America è l'opera che precede il capolavoro Winesburgh, Ohio, l' anticamera dei suoi commoventi racconti. Ma anticamera non è la parola giusta, perché questi canti sono popolosi di esterni, rendono giustizia al creato e sono intrisi della luce plurale dei campi di granturco. Eppure sono umili e concreti e i lettori potranno riempirsene le tasche.

OPUS METACHRONICUM

Sonia Caporossi
Collana:
SEDICIGIUGNO
Pagine:
112
Prezzo:
10,00 €
ISBN:
978-88-99006-01-3
Formato:
14x21 cm
Data pubblicazione:
Maggio 2014

Sei una mia invenzione, Curione.
Sei il personaggio di un giorno metacronico, che attraversa barriere di certezza per esplorare l’aspetto artistico di situazioni irrimediabilmente perdute nel passato.

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973) è docente, musicista, scrittrice, critico letterario, artista digitale; si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Suona il basso elettrico nel gruppo di art – psychedelic rock Void Generator. Ha pubblicato saggi, poesie e prose su riviste e blog come Cadillac, Nazione Indiana, Musikbox, Scrittori Precari, Fallacie Logiche, Kasparhauser.
Dirige il blog Critica Impura con Antonella Pierangeli. Ha curato l’antologia Poeti della Lontananza (Marco Saya Edizioni). Conduce su Radio Centro Musica la trasmissione di musica e letture poetiche Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo millennio.
Opus Metachronicum è una carrellata straniante di mostruosità postmoderne nella forma del conte-philosophique. La raccolta si sgrana in una serie di io narranti battaglieri e raziocinanti che danno il titolo ad ogni singolo racconto, personaggi tratti dalla storia, dalla filosofia, dall’arte e dalla letteratura.
Van Gogh è un novello Edipo che si acceca per resistere al richiamo visivo di una mostra di propri quadri; Curione è colto nell’attimo della sospensione temporale nell’istante prima di suggerire a Cesare di passare il Rubicone; Dorian Gray è il gemello doppelganger di Oscar Wilde; il marito di Emma Bovary un assassino sanguinario che esce dal romanzo di Flaubert per scoprire, solo dopo il delitto, i tradimenti della moglie; Morfeo, Erostrato e Prometeo rappresentano tre incarnazioni mitologiche trasferite metacronicamente nei tempi moderni: il Sonno della Ragione, la marcescibilità dell’Arte Classica e gli svantaggi della Techne; Proust, in un inno straniato alla gelosia, sevizia la prigioniera Albertine per poi liberarla sul finale; P.P.P. è il grande intellettuale friulano che, incontrando lungo la via un gatto randagio, riflette sul senso della vita e della morte per poi ritrovarsi, qualche racconto dopo, come protagonista muto ed esangue del proprio massacro al Lido di Ostia, dove viene identificato dal suo supremo antagonista Jack lo Squartatore, uomo comune in ombra, nemico della Cultura e serial killer a favore della mediocrità; Stachanov è una talpa che scava nel sottosuolo senza fine e senza scopo perché così dice il Partito; Marguerite Yourcenar, magistrale alchimista della Parola e del Senso, scrive in punto di morte l’ultima pagina di diario dedicata a Grace, la compagna di una vita.

PER ME SCOMPARSO È IL MONDO

Emiliano Ereddia
Collana:
SEDICIGIUGNO
Pagine:
240
Prezzo:
15,00 €
ISBN:
978-88-99006-00-6
Formato:
14x21 cm
Data pubblicazione:
Maggio 2014

Il giorno che ho deciso di farla finita e mi sono impiccato, un sacco di gente che più o meno mi conosceva si è sforzata di pensare
“Ma come, cazzo, si è ammazzato? Ma aveva tutto, aveva”.
E però io mi sono impiccato.
E però io avevo tutto, avevo.


Emiliano Ereddia è nato all'ombra dei Monti Iblei, in Sicilia, nel 1977.
Autore televisivo, sceneggiatore del cult-movie W Zappatore premiato al Brooklyn Film Festival 2011 come miglior film, è un
musicista e vive a Roma. Per me scomparso è il mondo è il suo primo romanzo.
Il romanzo inizia con il suicidio del protagonista, un musicista rock imbottito di droga e alcol.
Sarà lui a raccontare, in seconda persona. Il suo nome non si conosce, è semplicemente boss, perché capo di una band musicale ma soprattutto capo di una banda, composta da personaggi che gli ruotano intorno, che compiono azioni che vanno oltre la legalità.
Loro li chiamano segreti. E segreti sono anche i pensieri del protagonista, che vede la vita dileguare davanti ai suoi occhi senza interrogarla perché sa che non ha risposte. C’è però una risposta da dare al figlio di puttana perfetto, un conduttore televisivo, che ha il video dell’ultimo segreto del nostro eroe, nudo con una fan minorenne, e nudo con la fan minorenne possono vederlo tutti, perché se non va in trasmissione per un'intervista con quel figlio di puttana perfetto, lui lo mostrerà al pubblico e allora addio carriera. Bisogna cedere al ricatto?
Con una personale versione del Postmoderno, Emiliano Ereddia mescola memorie cinematografiche e letterarie: gli occhi fantasisti con lenti a contatto dai colori saturi di Terry Gilliam; la bocca sboccata e sventagliante di Bret Easton Ellis; la mano da prestigiatore che plasma circoli viziosi di David Foster Wallace; la “ripresa” nella battuta di un personaggio della precedente battuta dell'interlocutore e, nel riprenderla, un’acuta e inquisitiva attenzione per la sua dimensione letterale come fa Quentin Tarantino.
Il tutto condito da ridondanze e ripetizioni, in un continuo tentativo di venirne a capo, per riprendere il filo del discorso, senza però mai perdere quello del pensiero.